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Addestramento democratico

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Sarà che non ci sono più le mezze stagioni, che non ci sono più i giovani di una volta, che si stava meglio quando si stava peggio e che gallina vecchia fa buon brodo; ma se davvero la società, come si dice, è diventata liquida, sembrerebbe proprio che la politica si sia liquefatta. E nel suo progressivo e inesorabile squagliamento pare sia rapidamente evaporato quel coagulo di idee che in un recente passato veniva chiamato sinistra (per taluni la conferma della vacuità e inconsistenza della stessa).

Il risultato appiccicaticcio di questo fenomeno è la presenza di residui grumosi di politica in uno stato geofisico che si potrebbe a ben ragione definire amorfo: un magma denso e non propriamente profumato, saturo di proclami roboanti che nascono dal ventre dei leader e si rivolgono alla celeberrima pancia della gente.
E, si sa, l’unico linguaggio che hanno le pance per dialogare tra loro è il peto.

Sia come sia, svaporata la sinistra, quel che resta sul fondo bruciacchiato del paiolo della politica è, per semplice deduzione logica, la destra. Il cambiamento “evolutivo” (per alcuni noto come “cambiaverso”) è la metamorfosi da una democrazia caratterizzata dalla libertà di scelta tra idee plurali anche in forte contrapposizione tra loro, ad una democrazia in cui la libertà si esercita potendo scegliere obbligatoriamente tra un unico ristretto sottoinsieme di possibilità.

In pratica è uno scivolamento implacabile in direzione di quel che sta dalla parte opposta a quella del cuore.

Si potrebbe quasi dire che è una sorta di addestramento democratico.

Per capirci è l’attuale situazione elettorale configuratasi alle prossime elezioni amministrative del capoluogo lombardo, a cui pare avrò il diritto/dovere di partecipare pur senza avere possibilità di scelta al di fuori del recinto destrorso.
Si profila cioè la democratica situazione di poter dare un voto decidendo tra 50 sfumature di destra. E con gli scrutatori armati di frustino.

E’ bene quindi riepilogare le principali e variegate correnti che sono a disposizione del libero cittadino votante.

Destrieri: sono quelli che sono stati di destra fino a ieri e hanno partecipato convinti a giunte di destra, ma oggi ti dicono che sono sempre stati di “sinistra”.

Destronzi: sono quelli che sono sempre stati pervicacemente di destra, ma che affermano che sono più di “sinistra” dei destrieri.

Destrabici: sono quelli che si presentano come né di destra, né di sinistra, ma che ti dicono che oggi l’unica vera “sinistra” rimasta sono loro.

Capite che situazione?

Hai voglia a prendere la scheda elettorale e farci una croce sopra.

meditato da Mr SeeRed
03-03-2016

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