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Agonie di rating

La notizia economico-finanziaria è, ancora una volta, il declassamento di giudizio sull’Italia da parte di Fitch, nota “agenzia di rating” statunitense.

Nel dettaglio la valutazione passa da un enigmatico A- a un arcano BBB+.
E sembra subito che si stia parlando di un frigorifero. O di una lavatrice.
Invece si tratta proprio di un voto di merito sul sistema economico di un intero paese e, di conseguenza, sulla comunità dei suoi abitanti.

Ma come è possibile esprimere un parere razionale sulla complessità di valore di un intero popolo?

In un unica maniera: postulando come premessa al ragionamento la perniciosa equazione nazione uguale grande azienda.

Peraltro ricordo che qualcuno, di cui tacerò il nome ma che attualmente interpreta il ruolo di “cieco di Sorrento”, ha vinto più di un’elezione professandosi capace di gestire quel famigerato “sistema paese” allo stesso modo delle sue benemerite aziende (e i risultati si vedono).

Questa insana corrispondenza tra paese e società privata comporta inevitabilmente dei paradossali cortocircuiti.

Se infatti una nazione è semplicemente una grande azienda privata, in base a che cosa un’altra azienda privata, che si fa chiamare con l’altisonante nome di agenzia di rating, può permettersi di valutarla? In altre parole lo status di giudice di tali agenzie come se lo sono guadagnato e chi l’ha deciso? I Mercati?
Inoltre, se il tuo ruolo di agenzia è quello dell’arbitro non significa allora che non dovresti essere un giocatore? Ovvero, se con presunta autorevolezza emetti sentenze su aziende private, è possibile che tu stessa sia un’azienda privata?

Due uniche vie d’uscita: o non sei una società privata, e ciò non e vero, oppure non lo sono quelle che tu giudichi. Ma in questo caso crolla la premessa iniziale che un paese è equivalente a un’azienda privata.

Occorre pertanto ricollocare nella loro giusta prospettiva queste “prestigiose valutazioni internazionali”, se non vogliamo continuare a vivere, morendo lentamente in questa perenne agonia di rating.

meditato da Mr SeeRed
10-03-2013

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