SEGUI IL DISAGIO SU:

informativa cookie e privacy

home > prevale l'attuale >

Atto senza parole

Come non partecipare, almeno sentimentalmente, alle amare considerazioni del compagno di bottega Mr. Evergreen che, nel suo ultimo post, esprime il sincero disagio di un qualunque elettore anche vagamente sinistrorso, ma ancora dotato di materia cerebrale pensante.

Sì, sono particolarmente brutte queste elezioni, non c’è che dire.

Anche se, per essere proprio onesti, non ho ricordo, nella mia vita di votante, di una consultazione popolare alla quale abbia partecipato con leggerezza nello spirito, ottimismo nella testa e sorriso sul volto.
Quel che è certo, però, è che a questo giro la situazione generale è prepotentemente deprimente. Direi ben oltre lo sconforto.

Non perdo ulteriore tempo a ricapitolare le esaltanti possibilità di scelta elargiteci dalla nostra brillante classe politica (peraltro già ottimamente sintetizzate qui dal compagno di bottega Mr. Seered).
Mi soffermo invece sulla consolatoria opzione dell’astensione/annullamento, il cui motto ispiratore potrebbe essere “un veto al voto”.

Non nego il fascino che questa possibilità, in quanto rifiuto totale alla complicità con questo sistema, esercita anche sul sottoscritto. Ciò nonostante non mi riesce completamente a persuadere: permane piuttosto, in quella decisione, la sensazione di aver sì detto la mia, ma di averla detta al vento.
Un po’ come strillare in un megafono in un mondo in cui più nessuno ha le orecchie.

E allora?

Allora, ma vale per me, andrò comunque al seggio con la mia croce di ideali sulle spalle e mi sforzerò di trovare “qualcosa di sinistra” su cui metterla, quella croce: qualcosa che mi disgusti meno degli altri.

Detto questo, rimanendo nel solco del teatro dell’assurdo di Beckett, penso che sarà un “atto senza parole”.

E solo per stomaci forti.

meditato da Mr PinkElephants
20-02-2013

Vuoi lasciare un commento? Scrivilo sul "Muro del Disagio"

CERCA NEL DISAGIO: