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Gratistudine

gratistudine

Se è vero che una cosa vale quel che costa, ciò che è gratis ha lo stesso valore che un pesce attribuirebbe ad una bicicletta: nulla.
Eppure c’è chi costantemente cerca di persuaderci a pedalare con le nostre pinne come se l’operazione avesse un qualche senso.

E’ il caso dell’ossimoro più in voga in questi anni di crisi economica: lavorare gratis.
Un’evidente paradosso lessicale tramite il quale si postula che il lavoro, per definizione attività svolta in cambio di una retribuzione, possa svolgersi senza compenso.

O per lo meno un compenso di tipo pecuniario.

Già, perché gli araldi del lavoro gratuito sono sempre ben disponibili a corrispondere all’eventuale collaboratore un “salario sostitutivo” che, solitamente, consiste in altre furbesche espressioni: è un’esperienza imperdibile, un’occasione che fa curriculum, ti paghiamo in visibilità e via dicendo.

Il tentativo di questa moda imperante è quello di cercare di farla passare come un’evoluzione positiva, un ammodernamento migliorativo, quasi un favore da parte dei magnanimi datori di lavoro gratis. I quali, per l’appunto, sembrano quasi aspettarsi in cambio, dai collaboratori non stipendiati, dei pigolanti ringraziamenti: vogliono sentire nei loro confronti quella riconoscenza che potremmo definire gratistudine.

Ecco, in tutto questo, il potenziale collaboratore, ancora legato ai vetusti cascami ideali novecenteschi come il baratto equo tra il suo tempo e un adeguato stipendio, potrebbe rimanere comprensibilmente impensierito da alcuni dubbi gestionali, del tipo: come pagare l’affitto, come fare la spesa, come spostarsi per andare a lavorare gratis, etc.

Ebbene, niente timori, ogni tentennamento è tosto risolto allargando il meccanismo e diventandone acquiescenti protagonisti.
Sei alla cassa del supermercato e non puoi pagare?
Convinci la cassiera che è un episodio formativo che potrà inserire nel suo curriculum.
La padrona di casa reclama le rate dell’affitto?
Dille che è tutta esperienza che potrà esserle utile in un adeguatamente lontano futuro.
Il controllore sull’autobus vuole multarti perché non hai il biglietto?
Proclama a gran voce che garantisci di dare alta visibilità ai mezzi pubblici, facendone ottima pubblicità.

La risposta quindi è divenire tutti quanti a nostra volta dispensatori del gratis pensiero: essere gli uni verso gli altri datori di lavoro gratis.

Chissà poi quanta gratistudine in giro.

meditato da Mr SeeRed
08-05-2015

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