SEGUI IL DISAGIO SU:

informativa cookie e privacy

home > prevale l'attuale >

Il cavaliere a dondolo

E’ confortante constatare in questi anni così irrequieti e instabili che il tempo è una pioggia leggera, ma costante: precipita equanime (su) tutti.
Giusti e ingiusti, buoni e cattivi, onesti e disonesti, poveri e ricchi, cavalli e cavalieri.

E infatti il noto Berluffoni nell’ultima settimana ci ha regalato delle perle di ossidabile senescenza a cui ci aveva in parte abituati, ma forse non completamente assuefatti.
La pratica del disdire una disdetta già detta è parte ampiamente documentata del personaggio. Così come l’ipertrofico egocentrismo manifestato parlando di sé in terza persona.
Ma riuscire a formulare nella medesima frase tre ipotesi diverse sull’identità del futuro “candidato dei moderati”, tra loro in contrapposizione e però contemporaneamente valide, rasenta livelli che il bipensiero orwelliano semplicemente si sogna.

L’allegra compagnia dei suoi scudieri (sempre prodighi nell’accodarsi al padrone per raccoglierne le briciole) si è quindi trovata sulle prime ragionevolmente in difficoltà, per poi lasciarsi andare in una selva anarchica, ma sempre giustificativa, di interpretazioni. Moltiplicando di gran lunga l’effetto tragicomico del tutto.

Comunque, al di là della triste ilarità, l’episodio è la conferma del logorio fisico e intellettivo che il tempo ha esercitato su questa caricatura di cavaliere: sempre in sella ad un equino legnoso, dondolante tra una dichiarazione e il suo esatto contrario, con un isterico movimento periodico.

Ecco, sommessamente (ché i padron ‘ntoni non bisogna mai alzarli), a noi che mai cedemmo alle sue inverosimili lusinghe elettorali ci piace immaginarcelo così’: magari ancora oscillante, ma su una sedia a dondolo.
Magari in una casa di riposo per anziani.
Magari con il pigiama a strisce.

meditato da Mr SeeRed
16-12-2012

Vuoi lasciare un commento? Scrivilo sul "Muro del Disagio"

CERCA NEL DISAGIO: