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L’analgesico renziano

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C’è un malessere diffuso che dilaga in tutto il paese.
La disoccupazione?

Macché.

Non siate retrogradi rosiconi, attaccati a squallidi miti novecenteschi.

Si tratta di ben altro. Qualcosa di assai più grave, che impensierisce le notti di ogni buon imprenditore: il farraginoso, nonché monetariamente dispendioso licenziamento dei lavoratori.

Accade infatti che la serenità del datore di lavoro viene continuamente intaccata da questa fastidiosa impossibilità di congedare velocemente e a basso costo i propri dipendenti.

Frenando l’economia tutta, naturalmente.

Ebbene, da oggi quest’annosa faccenda si può risolvere comodamente con l’introduzione nella farmacopea italica del JobsAct: l’analgesico renziano che in pochi istanti fa scomparire tutte le infiammazioni legate a qualsivoglia diatriba tra titolari e dipendenti.

Una piccola compressa medico-legislativa, un grande passo per l’imprenditoria.

E, grazie ad essa, il licenziamento non necessiterà più di lungaggini amministrative, ricorsi ai tribunali o (che orrore!) eventuali obblighi di reintegro.

Sarà semplice, pulito e appagante come per l’assetato bere un bicchiere di qualcosa di fresco.
Se sei un padrone.

Se invece sei un lavoratore, avrà l’inconfondibile puzzo di bruciato e l’amaro retrogusto di cicuta.

meditato da Mr SeeRed
26-11-2014

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