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Le muse del mose

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A breve distanza dallo scoperchiamento della cloaca tangentizia dell’Expo, si è aperta un’altra enorme falla nel mefitico mondo degli appalti all’italiana: è l’affair del Mose.

Un’opera mastodontica la cui finalità sarebbe di garantire il riparo dall’annegamento forzato della città di Venezia, dovuto all’innalzarsi più o meno periodico delle acque della sua celebre laguna.

Ma dalle indagini dei magistrati parrebbe invece che l’obiettivo unico dell’immane costruzione fosse la distribuzione semi-permanente di soldi pubblici agli usuali amici degli amici, detta comunemente dall’uomo della strada “il solito magna-magna”.

Trasversale, ecumenico e onnipresente come in quasi ogni opera strategica sul suolo (o le acque) nazionali.

E mentre nella cronaca giornaliera si succedono nomi e cognomi più o meno noti e più o meno (in)sospettabili, sorge spontanea una domanda: esiste ancora in questo paese un barlume di onestà?
Non si intende il desiderio, pur legittimo, di perfezione e assoluta irreprensibilità: ci si accontenterebbe semplicemente che gli amministratori, gli imprenditorie e i vari intermediari la smettessero di arricchirsi con ingordigia alle spalle della collettività, succhiandone senza alcun freno inibitorio le pecunie.

Ma forse pretendere il benessere della cittadinanza come motore ideale di qualsivoglia infrastruttura è troppo banale e, come si dice oggi con dileggio, troppo buonista, nella patria dell’ognun per sé e dio per tutti (che tanto è gratis).

E allora via con l’indignazione un tanto al chilo che occupa i giornali per la consueta settimana di reprimende che scema velocemente in nulla, fino al prossimo scandalo, in un infinito carosello di vergogne.

Certo sarebbe bello però un paese le cui muse ispiratrici per grandi o piccole opere non fossero il disprezzo per le regole, l’iniquità economica e l’esclusione sociale, ma invece la dignità sociale, l’eguaglianza e la partecipazione.

Fantasiose utopie? No, sta scritto ai primi articoli della nostra costituzione.

Quella che qualcuno vuole tenacemente cambiare.

Indovinate a favore di chi?

meditato da Mr SeeRed
18-06-2014

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