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L’usurpatore

C’è qualcuno che dall’inizio del millennio (e anche da prima..) sta cercando di strappare, usurpandola, la nostra dignità di cittadini consapevoli.

Come dite? Berluffoni?

Si, certo anche lui.. ma in realtà mi riferivo ad un processo più sottile e intellettuale (caratteristiche evidenti per le quali lui non c’entra..).

Un tempo non troppo lontano le persone erano spesso identificate dalla loro attività o professione.
Oggi che di lavoro si parla solo in termini di licenziamenti e flessibilità, ma che è in realtà sempre più raro a trovarsi e mantenersi, i tanto osannati individui cosa sono diventati? Come si qualificano? Chi sono?

La propaganda dell’attuale “sistema di sviluppo” è perentoria: siamo consumatori. Non solo perché facciamo la spesa, ma soprattutto in quanto soggetti partecipanti della democrazia.
Avrete notato infatti che sempre più spesso ci si riferisce alle persone come soggetti consumatori, aventi dei diritti come anche dei doveri.

Lecito, come del resto legittima e auspicabile sia la tutela degli acquirenti, ma siamo proprio sicuri che questa definizione sia così adeguata?

Proviamo a chiarirci le idee, almeno semanticamente.

Cito dal dizionario di lingua italiana.
Consumare: logorare, sciupare con l’uso continuo, deteriorare, esaurire, terminare.
La connotazione è indubbiamente negativa e rimanda più all’immagine biblica delle locuste che a quella della partecipazione allo spazio civico.

La progressiva e inquietante sostituzione del Cittadino con il Consumatore è perciò funzionale a circoscriverne le possibilità di intervento sul funzionamento democratico del paese.

Se infatti veniamo svalutati da protagonisti della Res Publica a semplici attori nell’operazione della compravendita di beni o servizi, il nostro ruolo diventa marginale, la società intera diviene mercificazione e la nostra costituzione una lista della spesa.

meditato da Mr SeeRed
17-06-2012

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