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Obamami

Alla fine non si è ben capito se c’è stato o meno un vero testa a testa o se si è trattato di un successo tanto scontato quanto atteso.

Di chi?

Semplice, di colui che venne acutamente descritto da un ben noto giullare nostrano con il seguente aforisma (derubricato poi dal suo stesso autore come “carineria”..): “E’ giovane, è bello.. e anche abbronzato…” .

Quindi il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti è stato rieletto.

E’, comunque la si pensi (ed io ne penso un gran bene), un bel sospiro di sollievo. Se non altro per il termine, si spera imminente, della bulimia mediatica dell’ultima settimana.
Pare infatti che l’intero globo terracqueo sia rimasto appeso, in apnea, all’esito di questa consultazione popolare. Una sorta di fermi tutti a guardare rapiti il palcoscenico.

Intendiamoci: questo stato più o meno indotto di empatia con una popolazione di oltreoceano è lodevole, se serve a concentrare l’attenzione dei cittadini focalizzandola sul senso di un “bene comune” più vasto dell’orticello sotto casa.
Un po’ meno se è un semplice viatico emotivo verso il carisma, per altro innegabile, di un determinato leader.

Lo so, la differenza sembra pretestuosa, ma a mio giudizio assai importante.

Ed è simile a quella che passa tra un’argomentazione razionale e la fede mistica (peraltro entrambe lecite e rispettabili ma che agiscono su piani diversi).

Percui mio caro presidente, oltre al tradizionale “in culo alla balena”, ti chiederei cortesemente questo: convincimi, non amami.

meditato da Mr SeeRed
07-11-2012

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