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Primavarie

Grande fermento nella politica italiana in quest’ultima settimana, grazie all’adunata pre-elettorale dell’ipotetica coalizione di centrosinistra: le primarie.

L’idea è quella di superare la personalizzazione dequalificante della res publica avvenuta nel recente passato a causa della parabola individuale del cavaliere arcoriano (che potremmo parafrasare sagacemente con l’espressione “un uomo sordido al comando”).

Come?

Semplice: scegliendo il “leader”. Anzi, il futuro candidato “premier” per il prossimo governo.

Pur trascurando il non insignificante dettaglio che il nostro ordinamento costituzionale non prevede affatto la figura istituzionale di un premier (essendo una repubblica parlamentare), sfugge leggermente la logica paradossale dell’intera operazione.

Cioè, sintetizzando, per affermare la preminenza del bene comune sul singolo, bisogna scegliere un individuo.

Ed eccoci quindi al mercato del pesce, a discettare su quale sia più fresco o almeno quello che puzzi di meno.

Ma le idee?

Parola arcaica che condivide per assonanza la radice di un’altra: ideologie.
E si sa, tramontate le une, morte le altre. O viceversa.

Comunque devo ammettere che lo spettacolo è interessante e, a tratti, pure divertente.
L’annesso cicaleggio mediatico decisamente meno.

 

Per concludere un sommesso appello al coraggioso elettore primarista, magari indeciso al ballottaggio.

Nessuna indicazione di voto, ovviamente, ma una semplice considerazione.

Se avete sentito dell’appoggio di Jovanotti per il candidato facciapulita fiorentino e nutrite la mia stessa stima verso il primo, credo proprio che vi toccherà scegliere l’altro: il pettinatore di bambole piacentino.

meditato da Mr SeeRed
28-11-2012

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