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Questione di riflussi

riflussi

Se è vero che gli eventi seguono i cicli dei corsi e ricorsi storici, come teorizzava Giambattista Vico, allora il nostro paese ne sarebbe la più plastica delle rappresentazioni.

Almeno per quanto riguarda la politica.

In ordine di tempo, a 10 mesi dalle ultime elezioni, i fatti rilevanti sono i seguenti:

  • un movimento apartitico di protesta entra per la prima volta in parlamento promettendo di rivoltarlo proprio come promisero due decadi fa i celtici padani;
  • una parte di entrambi gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra governano assieme sotto gli effluvi d’incenso di democristiana memoria;
  • il centrodestra rimanente ha fatto un balzo carpiato all’indietro di vent’anni, mantenendo intatto col fard il suo capo e riesumando l’antico nome di partito;
  • il centrosinistra esprime tutta la sua modernità scegliendosi come leader un sindaco il cui modello ispiratore è il fallimentare premier britannico di 15 anni fa;

 

Ma la recentissima attualità riserva ulteriori tragicomiche conferme: è di questi ultimi giorni la notizia, annunciata dal giulivo presidente del consiglio in carica, della (presunta) abolizione (da qui ai prossimi quattro anni) del finanziamento pubblico ai partiti. Che era già stato abrogato tramite referendum giusto giusto un ventennio fa.

Di questo passo ci si aspettano altre prossime altisonanti dichiarazioni: tipo il futuro divieto di produzione di energia nucleare (referendum del 1987 e 2011), o la possibilità per gli sposati di divorziare (referendum del 1974). Tutte ipotesi applicabili tra un qualche anno, s’intende.

In sintesi quindi non è vero, come sostengono alcuni facinorosi disfattisti, che la politica è immobile e le larghe intese una sorta di stasi comatosa: è solo che il movimento è rotatorio e si va in avanti solo per tornare indietro.
La politica italiana è una specie di marea che dopo la risacca rifluisce a cozzare periodicamente sulla solita battigia, onda su onda, più o meno nello stesso punto.

Consigli su come uscirne?
Stando nella metafora solo questo: tenetevi a portata di mano secchiello e paletta.
Ne avremo bisogno.

meditato da Mr SeeRed
15-12-2013

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