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Rabarbari stagnanti

rabarbaro stagnante

Ancora una volta ce l’hanno fatta e, occorre dirlo, davvero a questo giro sembrava impensabile.

Parlo naturalmente dei neo-vichinghi lombardi che, con i loro druidici rituali e annessi elmi e ramazze, sono riusciti nell’improbabile impresa di far risplendere virile e verde il sole padano sulla regione Lombardia.

Certo, si dirà, la Lega Nord per l’indipendenza della padania ha subito una sconfitta netta nella tornata elettorale, dimezzando all’incirca i suoi consensi. Tramutandosi quindi, più che nella conclamata Lega 2.0, in una più mesta e futile Mezza Lega.

Ma di fatto, dopo Veneto e Piemonte, ottiene il governo della terza grande regione settentrionale italiana, realizzando così quella che per la Mezza Lega di oggi non si chiama più “Padania”, bensì con spassoso accartocciamento sillabico Macro-Regione Del Nord.

Rimanendo nel solco delle deplorevoli espressioni dell’analisi “politichese”, è evidente quindi la capacità di una Mezza Lega di parlare alla “pancia” dell’elettorato settentrionale. Una pancia, peraltro, che non soffre certo di problemi gastro-intestinali: digerisce con equanime indulgenza cassoeula e tesorieri borsaioli, polenta taragna e truffe ai danni dello stato, pizzoccheri e cerchi magici, trippa e rimborsi elettorali a uso personale, risotto con le rane vere e trote con lauree finte.

Considerato quindi che l’appetito non manca neanche ai rappresentanti della Mezza Lega, che negli ultimi vent’anni sono passati dall’urlo ostrogoto del “Roma ladrona” al più congruo e istituzionale “Restiamo in poltrona”, non c’è che augurare a tutti i cittadini lombardi una buona mangiata.

E non scordatevi come obbligatorio amaro il rabarbaro stagnante.

meditato da Mr SeeRed
27-02-2013

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