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Schizofrenia da crisi

Lo scorso venerdì è stato il giorno, o meglio la notte, in cui c’è stata finalmente l’attesa svolta: si è raggiunto un accordo nel consiglio europeo sulle misure da prendere per affrontare la crisi economica.

Tempismo perfetto tra l’altro, visto che la suddetta crisi è iniziata appena nel 2008.

Comunque i Mercati brindano e le borse volano, o viceversa.

E una melassa di zuccheroso ottimismo si rovescia, per il week end, sui giornali e televisioni e, forse, anche dentro le teste delle persone più ingenue, deboli, o forse semplicemente stanche di sentirsi addosso tutto il peso della paventata catastrofe economica incombente.

Tutto questo naturalmente fino al prossimo attacco dello Spread, con il suo solito corollario di terrore apocalittico.

Lo sentite?

A me sembra quasi di percepirlo, lo spread, travestito da colonnello Kurtz nel buio della sua caverna che con sguardo spiritato sussurra come un mantra: “il baratro” … “il baratro”…

E allora i titoloni diventeranno: le borse crollano e i Mercati sprofondano, o viceversa.

Ora, noi poveri ignoranti delle sacre scritture del verbo dell’economia, non ci permettiamo di sostenere che i problemi sono pochi o facilmente risolvibili.
Ma ci poniamo il dubbio se è salutare affrontarli con questa modalità strettamente e spesso acriticamente emotiva (terrore vs entusiasmo) che trasforma la nostra socialità in schizofrenia collettiva.

meditato da Mr SeeRed
02-07-2012

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