SEGUI IL DISAGIO SU:

informativa cookie e privacy

home > prevale l'attuale >

Stalk show

stalk show

Con la triste ma inevitabile chiusura della parentesi estiva irrompe il consueto e pervasivo disturbo catodico che avevamo appena fatto a tempo a dimenticare: il talk show. Che, all’italiana, si traduce con impercettibili eccezioni in: tanto rumore per nulla.

Soliti anfitrioni sorridenti nei loro salotti, soliti invitati giulivi ma pronti alla guerriglia verbale, solito pubblico di plastica.
Un surreale parapiglia tribale che dà quasi sempre sfoggio di una capacità argomentativa pressoché nulla e di un linguaggio triviale, intervallato unicamente da qualche grafico e alcuni servizi che hanno l’unico scopo di far credere che si stia effettivamente discutendo di qualcosa.
Come se fosse possibile un dialogo in un qualunque sabato pomeriggio all’Ikea.

Naturalmente è più che lecito che esistano tali trasmissioni, tanto più che il loro nobile intento originario sarebbe quello di fare informazione.
Quello che sembra però meno legittimo e meno igienico è questa perpetua invasività della baraonda spacciata per giornalismo d’approfondimento.

Certo, tramite l’ausilio del telecomando ci si può facilmente sottrarre a questa persecuzione catodica (e forse bisognerebbe farlo assai più spesso). Ma è anche vero che basta avere appena finito di guardare un film, finanche in dvd, per incappare involontariamente nell’isterica cagnara del talk show.
E immediatamente l’aria si fa pesante, si annaspa, ci si sente quasi soffocare.

Vie d’uscita?

Forse questa: lasciare il più possibile spenta la fornace televisiva. Meglio un buon libro.

O al limite anche uno mediocre: darà in ogni caso meno fastidio.

meditato da Mr PinkElephants
21-09-2013

Vuoi lasciare un commento? Scrivilo sul "Muro del Disagio"

CERCA NEL DISAGIO: