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Sui binari dell’ignoranza

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Tratto da un episodio di vita reale.

Milano, 25 aprile.
Ore 14 alla fermata di un tram che si fa desiderare.

Nell’attesa appare un’adolescente e la di lei giovane madre.
Dialogo tra le due.

Figlia, indicando manifesto pubblicitario di una catena di abbigliamento: “Oh, ma hai visto questi sciooort che fighi che sono?”.
Madre: “Mmmsi, ma a me non mi piacciono mica”.

Intanto sul tabellone elettronico della fermata del tram scorre l’avviso per gli utenti: “Si informano i passeggeri che causa manifestazione in centro sono possibili rallentamenti e disagi sulle linee di trasporto pubblico di superficie”.

Madre: “Eeeh, ci mancavano pure i ritardi. Ma che manifestazione è che c’è in centro oggi?”
Figlia: “Boh..”
Madre: “Vabbè l’importante è che ci sono aperti i negozi.”

Mentre ascoltavo mio malgrado questo sagace scambio di vedute nella mia mente si disegnava vividamente questa immagine: una folla di partigiani che, scesi dalle montagne, invadevano le strade della città e la liberavano finalmente dalla dittatura del consumo compulsivo, comunemente conosciuta come shopping.

Il clamore cigolante del tram in avvicinamento mi ha fatto uscire dall’ipnosi immaginifica e salire sul tram insieme all’amabile coppia, ognuno diretto verso la propria destinazione: io a commemorare la liberazione dal nazifascismo, loro a ingozzarsi di acquisti trendy.

meditato da Mr SeeRed
30-04-2014

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