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Zompo nazionale

brain-chair

Nel tempo della crisi economica, della disoccupazione galoppante, dell’atomizzazione sociale, della polarizzazione sempre più marcata tra privilegiati e disperati ci si chiede: c’è ancora in questo paese qualcosa che unisca e non divida i cittadini, che li affratelli e non li trasformi in tifosi rabbiosi con la bava alla bocca?

Difficile quesito.

La risposta che mi pare relativamente plausibile e che qui voglio condividere, è che quel qualcosa che ancora puntella la coesione sociale in questo pur disagiato contesto storico, in realtà è un’attitudine comune. Un atteggiamento trasversale, un più o meno inconscio comportamento diffuso, una sorta di condotta collettiva tacitamente concordata. Se ne potrebbe addirittura parlare in termini figurati di “sport nazionale”.

Sto parlando del salto bidirezionale, su e giù da qualunque carro possa apparire vincente o, viceversa, perdente.

E’ un’attività che, al livello professionistico con cui la si pratica oggi, richiede un impegno e uno sforzo mentale di un certo livello e che consiste, fondamentalmente, nell’evitare di pensare in maniera autonoma: quel che conta è seguire la corrente.

Ma attenzione: nel farlo con scrupolo bisogna essere capaci, con un’ovvia scioltezza di movimenti, di intercettare i cambiamenti che avvengono intorno. Non si sa mai che il vento giri all’improvviso e che ci si trovi, isolati ed esclusi, dalla parte sbagliata della barricata.

Un esercizio costante e certosino, dunque, che non ammette distrazioni di sorta, poiché una volta fuori dal flusso magmatico della corrente si perde e si è perduti.

E’ quindi un’attività ginnico-mentale di tutto rispetto che non contempla come un problema la possibilità di poter apparire incoerenti o, peggio, goffi nella pratica continua dei balzi su e giù dai carri in movimento. Quello che va preservato non è infatti la dignità dei comportamenti o la lealtà degli intendimenti, bensì il potere che zampilla zuccheroso dal vincente di turno.

Particolarmente complesso e di grande spettacolarità è il gesto atletico della discesa da un carro che si avvia alla scomparsa della storia. Per prontamente intercettarne uno nuovo di zecca. Taluni sono talmente esperti e ben allenati da riuscire a fare le due operazioni, di discesa e risalita, in un unico fluido movimento di gioco, facendolo risultare esteticamente ineccepibile.

Il campionato di zompo nazionale si pratica tutti i giorni dell’anno, nei più svariati campi da gioco (dalla politica allo sport, dall’economia alla cultura e via dicendo). I partecipanti sono milioni, ma i vincitori sono quelli che non cadono mai, se non in piedi e su un altro carro.

Ed è perché, a furia di lunghi anni di esercitazione, hanno modellato la loro mente “come la sedia del barbiere, che è adatta per tutte le natiche”. (ShakespeareTutto è bene quel che finisce bene)

meditato da Mr SeeRed
01-07-2014

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