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Lucidità lisergica

Pur condividendo le amare considerazioni musicali di Mr. SeeRed nel post di qualche settimana fa, non posso tacere di una piacevole quanto inaspettata novità che arriva da oltreoceano.
Precisamente dalle sponde assolate di quella penisola tremolante di nome California, che tanto in passato ha regalato in termini di sonorità alle orecchie del mondo.

Si tratta del nuovo progetto musicale di Chris Robinson che, dismessi i panni di frontman e fondatore della nota band Black Crowes, ha radunato sotto la sua eccentrica barba quattro notevoli musicisti e dato vita a un disco morbido, visionario e dall’inconfondibile sapore lisergico da west coast.

Avete capito bene, ho scritto proprio lisergico.

Si, perché già dall’involucro esterno colpisce il titolo, che è una sorta di dichiarazione hippy “Big Moon Ritual”, la copertina, che è un misto mistico di deriva allucinatoria, e l’acronimo della band , CRB, che sta per Chris Robinson Brotherood (una “fratellanza” di woodstockiana memoria).

L’ascolto conferma le impressioni iniziali: il brano che apre il disco, “Tulsa yesterday”, parte con un tappeto sonoro ipnotico per sfociare in un ritmo bluesggiante che strizza l’occhio al folk, ma condito da riff di chitarra psichedelici usciti direttamente dagli anni ’70.
E a fare da contrappunto la voce di Robinson che si muove ondivaga sul tutto.

Ah, dettaglio non proprio irrilevante, la canzone citata dura 11 minuti e 54 secondi e le altre sono tutte sopra i 7 minuti.

Tempi di altri tempi.

Ascoltatelo e anche a voi non potrà che venire in mente la battuta di Jeff Bridge nei panni del Drugo: ”..fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente, diciamo, flessibile.”

meditato da Mr PinkElephants
06-08-2012

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