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Star Walt

La notizia non è passata proprio inosservata, ma forse vi è sfuggita nel confuso caleidoscopio dell’attualità.

Si tratta di questo: The Walt Disney Company ha aquisito LucasFilm Ltd circa un mese fa per la cifra di 4,05 miliardi di dollari.

Ora, dell’operazione finanziaria quanto della conseguente fluttuazione delle azioni in borsa, tranquillamente me ne infischio (e per la vostra igiene mentale suggerisco anche a voi di fare altrettanto).
Quello che invece può solleticare il mio e forse il vostro interesse è la successiva dichiarazione da parte della compagnia di dare un seguito trino alla già doppia trilogia di Star Wars. Facendola così diventare nel corso dei prossimi 5 anni una saga di ben nove diversi episodi.

Insomma un quasi decalogo (ma Kieślowski in questo contesto è decisamente fuori luogo..).

Inutile dire che di fronte a questo connubio dal retrogusto incestuoso tra l’industria dell’intrattenimento per bambini e il mito cinematografico dell’avventura fantascientifica, la rete si è scatenata in un turbinio di critiche e salaci commenti, comprese alcune divertenti reinterpretazioni grafiche (come quella in cui il casco nero di Darth Vader è impreziosito dalle orecchie di Topolino).

Del resto capisco le molte perplessità di tanti, perché noi della generazione degli oltrentenni che a pane e guerre stellari siamo cresciuti, diventiamo subito ipersensibili ogni volta che l’argomento seguito viene anche solo sfiorato.

E non ci basta che l’inventore originario, George Lucas, si dica favorevole all’impresa, affermando che da sempre è convinto che la sua creatura filmica vivrà al di là della sua persona ed è quindi doveroso lasciare l’opportunità a nuovi cineasti di cimentarcisi. (Riuscendo peraltro in questo modo a dimostrare nel contempo l’umiltà di chi sa di avere esaurito la propria creatività e la supponenza dell’artista convinto dell’immortalità della sua opera).
Istintivamente percepiamo con terrore che ancora una volta la sindrome del “ho pestato una merda” è lì che attende subito girato l’angolo.

Non resta quindi nient’altro da fare che aspettare con una curiosità gonfia quanto la preoccupazione, per poi verificare sullo schermo se l’atterraggio del Millenium Falcon nella città di Paperopoli ci lascerà emotivamente indenni.

meditato da Mr PinkElephants
03-12-2012

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