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Un, due, tre.. interstellar

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Non c’è niente da fare: Christopher Nolan è un regista a cui piace giocare con il pubblico.
Lo prende per mano, lo accompagna nell’universo in cui si svolge il suo gioco, gliene spiega le regole, poi, all’occorrenza, le raggira o le infrange per poterlo stupire, e infine sembra chiedergli retoricamente: ti sei divertito?

E’ probabilmente per questo che riesce, più di altri, a costringere i suoi spettatori in due squadre contrapposte: chi lo osanna e chi, invece, lo detesta.

Il suo ultimo lavoro, il kolossal fantascientifico Interstellar, non tradisce questo assunto: in rete si è materializzato il consueto caleidoscopio di reazioni, polarizzato sostanzialmente tra coloro che lo considerano una specie di harmony galattico dal retrogusto di bacio perugina e coloro che ne parlano come di un capolavoro spaziale che passerà alla storia per aver rinverdito la cinematografia classica di genere.

C’è sicuramente del vero in entrambe le posizioni, perché Interstellar possiede sia l’ambizione di un cinema che non ha paura di toccare tematiche filosofico-esistenziali, sia la dabbenaggine di un film d’avventura per ragazzi. Anzi si può dire che cerca proprio di affascinare il bambino dentro di noi, trattandolo però con quella seriosità che si può rivolgere solo ad un adulto.

Così ci sono quelli che hanno odiato l’accanimento sulle cerebrali spiegazioni di fisica relativistica e che hanno trovato stucchevole la profusione di buoni sentimenti sull’amore (filiale e non) come collante universale. E, viceversa, quelli che hanno benedetto il primo come tentativo di fare capire argomenti complessi a un pubblico più vasto e hanno ammirato la seconda come capacità di smuovere le emozioni dei sentimenti.

Comunque la si possa pensare, quello che mi sento di dire è che se avete voglia di vedere questo film accettate il gioco di Nolan: vi farà vedere una realtà piena di particolari, vi coprirà gli occhi con una mano, la risolleverà e vi farà scoprire che i particolari hanno cambiato posizione.

Ma la verità e che niente si è spostato. A parte voi.

Un, due, tre.. interstellar.

meditato da Mr PinkElephants
12-11-2014

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