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Spaghetti Povera Patria

“Senza patria, senza leggi, senza focolare” – Omero

Chissà se stava pensando all’Italia.

Qualche secolo dopo Mino Reitano ci pensava e cantava: “Italia, di terra bella e uguale non ce n’è”.

Oggi il tema del focolare non scalda più tanto i cuori, a parte gli accaniti fanatici di comunione e lottizzazione, visto che di patria e di leggi pare ne possano fare tranquillamente a meno.

Ma questo è solo un post di cucina e quindi rientra a suo modo nel focolare della nostra piccola comunità di disagiati che, quest’oggi, vuole proporre un piatto da crisi politica. Peraltro sempre di grande attualità.

Ovviamente il piatto ha fatto un po’ di bicamerale, è stato emendato in commissione disagi&cucina e, infine, è stato votato dalla bottega riunita in seduta plenaria con una mozione di fiducia.

Non ci sono stati franchi tiratori.

Ingredienti:

  • Spaghetti
  • acciughe
  • capperi dissalati
  • prezzemolo
  • pomodorini
  • peperoncino (non lesinate, vi voglio un po’ rossi)
  • aglio (meno di uno spicchio, non dovete scacciare i vampiri)
  • pinoli (una piccola quantità, visto il folle prezzo)
  • olio evo
  • sale

 

Svolgimento:

Facciamo un piccolo pesto con prezzemolo, acciughe, capperi, pinoli, aglio, olio e peperoncino.
Tagliate a metà i pomodorini e lasciateli appassire in pentola con un pizzico di sale.
Una volta che sono cotti gli spaghetti, scolateli e aggiungeteci il vostro pesto tignoso e i pomodorini.

Stappate quello che avete, birra o vino che sia: l’importante è sedarsi. Almeno fra le mura del vostro focolare.

Poi possiamo cominciare a fantasticare:

Si può sperare che il mondo torni a quote più normali, che possa contemplare il cielo e i fiori

povera-patria

meditato da Mr EverGreen
24-10-2013

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